PESTICIDI E DISERBANTI, NEMICI DELL'AMBIENTE E DELLA SALUTE

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glifosatoLe api stanno scomparendo. A partire dalla fine degli anni '90, molti apicoltori (soprattutto in Europa e Nord America) hanno iniziato a segnalare un'anomala diminuzione nelle colonie di api. Il fenomeno ha riguardato principalmente i Paesi dell'Europa centrale e meridionale. Sia le api domestiche che quelle selvatiche rivestono un ruolo fondamentale per la produzione di cibo.

Anche altri insetti, come bombi, farfalle e mosche, danno il loro contributo al processo naturale di impollinazione. Senza gli insetti impollinatori, molti esseri umani e animali avrebbero difficoltà a trovare il cibo di cui hanno bisogno per la loro alimentazione e sopravvivenza. Fino al 35% della produzione di cibo a livello globale dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da questi insetti. Delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4000 diverse colture crescono grazie alle api. Se gli insetti impollinatori continueranno a diminuire come sta succedendo da anni, molti alimenti potrebbero non arrivare più sulle nostre tavole. 

 

 

 

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LA DIRETTIVA N. 2008/98/CE "VIETATO BRUCIARE STERPAGLIE"

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Una recente direttiva europea stabilisce che “la combustione sul campo dei residui vegetali derivanti da lavorazione agricola e forestale si configura come illecito smaltimento di rifiuti, sanzionabile penalmente con l'arresto”. Accendere un fuocherello con un mucchietto di erba o di foglie secche può costare la galera.
“Dobbiamo manifestare la nostra indignazione ed il nostro dissenso – scrive l’avv. Vincenzo Amato - per cui propongo di avviare una vastissima petizione popolare da inviare a tutte le autorità (sindaci, parlamentari, istituzioni) affinché si adoperino per costringere i governanti ad eliminare le cazzate che troppo spesso commettono”


Gioiosa Marea (Me), 25/09/2011 - Attenzione ai fuochi!!!!! Non a quelli d’artificio, delle armi o delle materie esplodenti, ma ai banali fuocherelli che da migliaia di anni, anzi da decine di migliaia di anni, costellano le nostre campagne, scandendo i ritmi della vita contadina. Quei fuochi alimentati dai rami e dalle foglie delle piante rimondate, dai ricci delle castagne residuati dalla raccolta del frutto, dai tralci delle viti dopo la potatura, dai residui della mietitura, della sfalciatura, ecc. (potrei continuare all’infinito).

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La prima iniziativa dei cittadini europei a farcela !

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Nuovo volantino obbedienza civileFonte: http://www.right2water.eu/it/node/368

Martedì, Maggio 7, 2013 - 13:19

(7 maggio 2013) News Splash 18: Questo numero di Newsplash porta notizie eccellenti! L’acqua diritto umano ha raggiunto 1.5 milioni di firme attraverso l’Europa e continua ad avanzare. 8 paesi hanno sorpassato il minimo richiesto di firme: Germania, Austria, Belgio, Slovenia, Lussemburgo, Finlandia e Lituania.

E’ la prima iniziativa dei cittadini europei (ICE) ad aver sciolto tutti i nodi giuridici, ma la campagna continua poiché in vari paesi mancano solo un migliaio di firme per passare la soglia richiesta : Italia, Spagna Grecia, Cipro e i Paesi Bassi.

Come sapete l’ICE ha introdotto la richiesta presso la Commissione Europea il primo giorno possibile : 1° aprile 2012, confermata il 10 maggio. Abbiamo raccolto firme su carta e in rete dal 4 settembre 2012 e in meno di 9 mesi abbiamo ottenuto cio’ che nessun’altra organizzazione europa ha mai fatto.

Ora intendiamo muoverci sul piano politico : chiederemo alle città (10 grandi città ci hanno offerto un sostegno a dicembre) e alle regioni di esprimere il loro sostegno all’ICE e promuovere regioni e città dove l’acqua è dichiarata diritto umano.

 

 

 

Mafia e rifiuti: indagini alla Aimeri

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aimeriNon c'è pace per la Aimeri Ambiente, l'azienda di Rozzano che fino al 30 novembre ha gestito la raccolta dei rifiuti a Senigallia e nei comuni dell'hinterland. Un blitz della Dia nel sud Italia ha coinvolto comuni e società che gestiscono la raccolta dei rifiuti, tra cui la Aimeri, per sospette infiltrazioni mafiose.

E' stata rinominata Nuova Ionia l'operazione con cui gli investigatori della Dia giovedì mattina hanno acquisito atti e documenti in 14 Comuni dell'alto versante Ionio-Etneo della Sicilia orientale e in aziende specializzate nella raccolta di rifiuti. Tra queste c'è anche la Aimeri Ambiente, controllata da una società di Milano. Al momento risultano indagate 16 persone, tra amministratori e funzionari pubblici.

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ENEL: stop agli investimenti sul nucleare in Francia

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Ripercussioni di mercato. Conseguenze del referendum sul nuncleare sulla politica di ENEL.

Flamanville, adieu. È divorzio tra Enel ed Edf sul nucleare di nuova generazione. Il gruppo guidato da Fulvio Conti ha notificato ai francesi l'esercizio del diritto di recesso dal progetto di costruzione del reattore nucleare Epr (European Pressurized Reactor) di Flamanville, in Normandia, e degli altri cinque impianti da realizzare in Francia utilizzando la stessa tecnologia. Edf dovrà versare all'Enel 613 milioni di euro come rimborso delle spese anticipate in realzione alla sua quota del 12,5% nel progetto. di Celestina Dominelli - analisi di Federico Rendina - Il Sole 24 Ore - leggi su http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-04

“Uno al giorno”: il corto che denuncia lo sporco carbone di Enel

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Alessandro Haber, Paolo Briguglia, Pino Quartullo e Sandra Ceccarelli formano il cast, Mimmo Calopresti firma la regia e i Subsonica mettono a disposizione la loro musica. Per denunciare i danni causati all’Italia dal carbone usato da Enel per produrre energia elettrica, questa volta abbiamo scelto il linguaggio del cinema.

Il titolo è “Uno al giorno” perché il carbone di Enel causa una morte prematura al giorno e 1,8 miliardi di euro l’anno di danni alla salute, all’economia e all’ambiente. Sono questi i veri numeri di ciò che Enel fa in Italia con il carbone. Numeri oscuri alla quasi totalità dei clienti dell’azienda, come i protagonisti di questo corto cinematografico.

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Cosa c’è dietro lo stop al nucleare. Acqua pubblica ai francesi e legittimo impedimento

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sarkosì berlusca"La notizia è giunta in redazione ieri: il Governo aveva deciso di dismettere il programma nucleare. Fonti interne ci hanno chiarito lo scenario e le ragioni di questa scelta che vedono un accordo Parigi Roma che da una parte toglie la costruzione delle centrali ad AREVA e dall'altra affida la gestione dell'acqua pubblica a VEOLIA."

Nucleare in Italia: il Governo decide di soprassedere sul programma nucleare, lo fa inserendo una moratoria nel decreto legge omnibus, all'esame dell'aula del Senato, che prevede l'abrogazione di tutto l'impianto normativo che attiene la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.

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Presentazione di Città Attiva alla popolazione corinaldese

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CORINALDO- Città Attiva “Cineribus Orta Combusta Revixi” sabato pomeriggio si è presentata ufficialmente alla popolazione corinaldese. Un'associazione nata sulla spinta dell'ipotesi della costruzione di una centrale Turbogas nel territorio corinaldese con lo scopo di combattere, però anche le molteplici battaglie nel rispetto dell'equilibrio naturale: “ Noi non possiamo prescindere dalla natura perché da li veniamo e da li bisogna partire”, il pensiero del presidente Marco Giuliani.

Per fare il punto della situazione su ciò che sta avvenendo nel nostro pianeta è stato proposto la visione del film-documentario “L'11esima ora”. Spazio poi all'argomento Turbogas: “ La vicenda è stata un po' dimenticata, forti delle rassicurazioni politiche di Spacca- continua Astracedi- Queste decisioni, però tengono conto della volontà popolare e quando non c'è un consenso c'è sempre grande incertezza”. Come sta andando il procedimento amministrativo? “ I procedimenti VIA e AIA, che contengono l'istruttoria tecnica, ovvero il “si” o il “no” alla centrale, sono ancora aperti, ma si potrebbero concludere a breve. Se in questa fase fosse dato parere positivo, la Regione, chiamata a intervenire solo in un secondo momento nella Conferenza dei Servizi arrivata a questo punto non potrebbe più fare niente. Da quel momento in poi avremmo 60 giorni di tempo per far ricorso al Tar”, spiega Astracedi.  Al termine dell'incontro il via alla raccolta firme contro la privatizzazione dell'acqua, raccolta proseguita ieri mattina per un totale di 300 firme. Città Attiva dice la sua anche in merito alla fontana pubblica di Corinaldo: “ Agire contro il decreto Ronchi affinché l'acqua non venga privatizzata”, spiega Giuliani. Come? “ Utilizzando mezzi per gestire il servizio idrico che non siano Spa, ma altre tipologie di società che garantiscano servizio e qualità”. Rivolto all'amministrazione Scattolini: “ Da un'amministrazione pubblica ci si aspetta un atteggiamento diverso: non si ottimizzano i consumi della popolazione agendo in questo modo, perché si agisce solo su una piccola parte di essi. Un' amministrazione pubblica che dice di ottimizzare e razionalizzare l'utilizzo dell'acqua dovrebbe informare la gente che esistono altre tecnologie per utilizzare questa risorsa”. Conclude Roberto Bucci, altro fondatore dell'associazione: “Queste sono opere costose dal dubbio risultato: vedi la fontanella, la futura piazzetta delle erbe, la rotatoria... Sono solo fumo negli occhi”.

Alice Mazzarini

Resto del Carlino 4 giugno 2010

Sempre più malati per inquinamento

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LogoEpicentroIl 24% delle malattie e il 23% delle morti nel mondo può essere ricondotto a fattori ambientali. Lo dicono i dati presentati alla quinta Conferenza ministeriale su salute e ambiente. Per la popolazione di bambini al di sotto dei 5 anni la percentuale di patologie legate all’ambiente sale al 33%. Migliorate le condizioni igieniche.

 Ancora più allarmante il dato relativo ai bambini al di sotto dei 5 anni, con un'incidenza di patologie legate all’ambiente del 33%. I dati sono stati ufficializzati dal ministro della Salute Ferruccio Fazio alla quinta Conferenza ministeriale su salute e ambiente che si è svolta due settimane fa a Parma, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente e dall’Organizzazione mondiale della Sanità Europa.
Ecco i rischi principali a cui sottoponiamo i bambini per mezzo dell'inquinamento: asma, malattie respiratorie, obesità, incidenti stradali e domestici. Fenomeni provocati dal traffico veicolare, come dall'inquinamento indoor a casa e a scuola.
Il cambiamento climatico non fa che peggiorare il quadro delle malattie ambientale ponendo nuove sfide per la tutela della salute dei cittadini. Un'intera sezione della conferenza e del documento finale è stata dedicata a questo delicato argomento.
Insieme ai dati allarmanti anche qualche notizia positiva, presentatata dall'Oms.
Dal 1995 al 2005, la mortalità infantile provocata da malattie diarroiche è diminuita dell’80%, soprattutto grazie a un migliore accesso ad acqua e igiene sicure. I decessi causati da incidenti stradali sono calati del 40% dai primi anni Novanta. E a seguito del passaggio completo al carburante senza piombo nella maggior parte della Regione (con conseguente calo del 90% delle emissioni di piombo), anche i livelli di piombo nel sangue dei bambini sono diminuiti.
A conclusione della conferenza è stata appoggiata e sottoscritta dai governi europei dei 53 Stati membri che hanno partecipato la Parma Declaration on Environment and Health. Il documento promette di ridurre gli effetti avversi per la salute dovuti ai cambiamenti climatici nei prossimi 10 anni.
Alla conferenza hanno partecipato 53 paesi per un totale di quasi 900 delegati. I ministri dei vari paesi sono 27, 12 i viceministri, 23 i sottosegretari di stato e oltre 200 esperti. «La dichiarazione ministeriale che ne deriverà – ha detto il ministro Fazio – potrà costituire un importante punto di riferimento futuro per la pianificazione delle politiche nei settori della salute e dell’ambiente».

Fonte: http://www.epicentro.iss.it

Corinaldo: Città Attiva, "Sulla Turbogas non abbassiamo la guardia"

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punto interrogativo“Non bisogna abbassare la guardia” è stato lo spot dei politici per cinque mesi riguardo alla vicenda Turbogas. Ora sembra che tutti, o quasi, se ne siano dimenticati o la usino solo per mera propaganda elettorale. Come se il pericolo di una centrale termoelettrica nel Comune di Corinaldo fosse scampato. Non è così. E a tenere alta la guardia ci sta pensando “Città Attiva”, un'associazione prettamente corinaldese nata circa due mesi fa con lo scopo d'indagare fino in fondo, senza fare sconti a nessuno, chi c'è dietro a questa faccenda, chi deve uscire alla scoperto e prendersi le proprie responsabilità. La domanda che si pone non è ancora superata, anzi, ora è più attuale che mai, viste le imminenti elezioni: Chi ha portato la Edison a Corinaldo?

“Nessuno sa di chi sono le responsabilità in tutta questa faccenda perché nessuno se l'è assunte personalmente”, sottolinea Andrea Astracedi, uno dei fondatori dell'associazione che vuole riprendere in mano la situazione iniziando proprio da un'affermazione uscita dalla bocca del presidente della Provincia di Ancona Luciano Antonietti riguardo al caso Turbogas. “ Il presidente Luciano Antonietti, in un incontro avvenuto lunedì sera nella sala consiliare del Comune di Corinaldo ha raccontato che due dirigenti della Edison sono stati a visionare l'area Zipa accompagnati da un rappresentate dell'amministrazione comunale corinaldese. Personalmente credo che questo sia stato fatto molto prima del 16 ottobre 2009, giorno in cui è scoppiato il caso”. Continua: “Alla fine dell'incontro abbiamo chiesto delucidazioni sul nome di questa persona che però ci sono state negate”. Proprio per questi tasselli che si aggiungono di giorno in giorno, ora che in molti credono che l'attenzione si sia rivolta altrove, “Città Attiva” continua imperterrita a cercare informazioni. Andrea Astracedi e Roberto Bucci fanno tanti passi indietro per aggiornarci su quello che in questi due mesi di assopimento è successo: “ Circa un anno e mezzo fa il presidente dell'allora Zipa, l'attuale vice presidente della Provincia di Ancona Giancarlo Sagramola autorizzò a eseguire dei sondaggi nella zona Zipa di Corinaldo facendo piazzare nel terreno dei piezzometri, ovvero dei pozzi posti nel sottosuolo per stabilire la qualità e la quantità delle risorse idriche sotterranee. Poi, quando i lavori iniziarono, subentrò alla presidenza Erminio Coltrinari.

Stiamo ancora cercando di capire di chi erano questi piezzometri, visto che della Zipa non sono”. L'11 gennaio scorso, riporta “Città Attiva”, in un'adunanza privata dei soci del consorzio Zipa, tra i quali il sindaco Livio Scattolini e dei quali la Provincia di Ancona è socio maggioritario, lo stesso Sagramola, ammette di aver sottovalutato politicamente la vicenda Turbogas e come prova c'è quella di aver dato il via libera ai sondaggi a esterni. Continua Roberto Bucci: “Otto giorni dopo, il 19 gennaio durante un consiglio provinciale dove viene proposta un'interrogazione come ordine del giorno da parte di Tittarelli e Canneta sulle responsabilità della Zipa riguardanti le trivellazioni fatte da società esterne (Edison?), vengono sollevate altre domande e dubbi a cui la maggioranza, però, non risponde. Sagramola parla della Zipa come se fosse estraneo, non ammettendo le proprie responsabilità neanche sulla storia dei piezzometri”. Conclude Astracedi: “ Coltrinari, attuale presidente della Zipa non ha fatto niente per informare, per dire quello che stava succedendo. Questo è un lavoro opaco da parte di tutti i politici, senza esclusioni, dove la trasparenza è un ricordo lontano e i cittadini non vengono coinvolti”.


Associazione Città Attiva Corinaldo

Da Vivere Senigallia del 30-03-2010

Marche a tutto Gas

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centrale a gas

Il rigassificatore di Falconara approvato tra le proteste cittadine, un analogo progetto di Gas de France a Porto Recanati. E un impianto sotterraneo di stoccaggio a San Benedetto del Tronto Una regione sempre più gasata. È proprio il caso di dirlo vedendo quello che accade nelle  Marche. Infatti, nonostante i proclami sulle energie rinnovabili da parte di chi governa la terra del grande Giacomo, i cui versi sono stati ampiamente usati per promuovere le bellezze del territorio, le scelte vanno decisamente in un’altra direzione. Nell’estate del 2011 il consiglio regionale ha dato il via libera per il rigassificatore di Falconara. Ricordiamo che l’impianto sorgerà a 16 chilometri dalla cittadina della costa e a 13 da Ancona, con una capacità di 4 miliardi di mc/anno aumentabile a 8 miliardi. Si tratta di gas naturale liquefatto trasportato liquido a -161°C e riportato allo stato gassoso tramite scambio termico con acqua di mare con riscaldamento autonomo della nave. Verranno aspirati qualcosa come 14 milioni di litri d’acqua marina ogni ora, per 30 anni. L’acqua di mare viene tratta e reimmessa a una temperatura più bassa di 7°. Lo sbalzo termico comprometterà diverse specie marine. L’acqua oltre che più fredda viene ributtata in mare insieme a delle sostanze tossiche della lavorazione. Un progetto, targato Api, approvato nonostante ci fosse un ampio fronte sociale e civico contrario.

Uno schieramento che aveva avuto ampie rassicurazioni dal Presidente Spacca durante la campagna elettorale di due anni fa. Parole al vento. È inoltre sempre in piedi un analogo progetto a venti chilometri a sud del capoluogo regionale, questa volta di Gas de France, a Porto Recanati, provincia di Macerata. Spostandoci verso San Benedetto del Tronto troviamo un’altra vicenda inquietante. Un impianto sotterraneo che dovrebbe stoccare 300 milioni di mc di gas l’anno. La proposta è di Gas Plus e interessa una superficie di 80 kmq che parte dal quartiere Agraria di San Benedetto e si estende in tutta l’area fino a Grottammare sulla costa e il paesino di Monteprandone verso l’interno della provincia. Un’area fortemente antropizzata. Solo grazie alla mobilitazione dei cittadini, inizialmente accusati, come al solito, di «allarmismo» e «terrorismo», il progetto, inizialmente appoggiato da Regione, Provincia e Comune, ha avuto un primo stop con la richiesta del Governo alla società di applicare la Seveso 2, decisione opportuna che rende bene l’idea dei rischi che si potrebbero correre.

In questo quadro arriva l’ultima perla. Si tratta di un grande terminal da realizzare, in tre anni, al porto di Ancona. Un’idea nata da una cordata formata dalla Cmc, Società gas Rimini e Ubaldi costruzioni di Ascoli Piceno. Si prevede l’utilizzo di 5000 metri quadrati dell’area portuale per consentire l’approdo di navi gasiere provenienti dall’Egitto (da una a tre al giorno) e la realizzazione di una condotta sottomarina da fare arrivare fino a Falconara. In sostanza lo scalo dorico e l’area marina circostante vedrebbero transitare circa mille navi all’anno. Una follia di fronte alla quale il Presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Canepa, chiude gli occhi abbagliato dal business che porterebbe nella casse dell’Autorithy un milione di euro all’anno, più 60/70 milioni per «interventi compensativi». Badate bene, le navi, tra l’altro, verrebbero costruire in Canada, quindi non ci sarebbe nessuna ricaduta occupazionale.

Senza nessun senso del ridicolo poche settimane fa Canepa ha dichiarato che anche «le associazioni ambientaliste hanno fatto i complimenti per il progetto». Una dichiarazione puntualmente smentita da un documento firmato da una quindicina di sigle, da quelle nazionali ai comitati locali “verdi”, dove viceversa si sottolinea la pericolosità di un progetto simile. Viene evidenziato come ci si trovi di fronte ad un «pericoloso affollamento in mare di navi gasiere davanti al Conero (riviera turistica di particolare bellezza ndr) che si incrocerebbero con le ancor più pericolose maxinavi (50/100 l’anno) che porteranno gas liquido per il rigassificatore dell’Api».

Il terminal avrebbe inevitabilmente ricadute negative sullo sviluppo delle attività portuali, «sia per quanto riguarda il flusso turistico che per gli scambi commerciali». Senza contare che andrebbe a farsi benedire il Piano Regolatore che viceversa prevede il recupero del porto storico per favorire il cosiddetto water front con la città, progetto già da tempo reso alquanto precario dal muro di reti metalliche realizzato per nascondere agli occhi della cittadinanza le politiche di respingimento quotidiane nei confronti dei tanti dannati della terra che giungono nascosti nelle stive delle navi o a bordo del tir di turno. Insomma come al solito si predica bene ma si razzola male.

Le politiche energetiche della Regione ormai disattendono completamente il Pear (Piano Energetico Ambientale) incentrato sulla cosiddetta green economy, pur con tutte le ambiguità del caso visto che ampio spazio viene dato agli impianti a biomasse. Ma in ogni caso si assiste al via libera al gas, in una logico di puro profitto, visto che è tutto da dimostrare un presunto bisogno energetico teso a giustificare scelte del genere. Scelte fatte, come al solito, sopra la testa dei cittadini e confidando nella complicità del mondo politico. Ad Ancona l’unico segnale di contrarietà al Terminal è venuto dalla sezione locale di Sel.

Il Comune è alle prese con una tragicomica crisi, un balletto ormai insopportabile tra il sindaco Fiorello Gramillano e i vari alleati ed ex alleati (leggi Idv) di giunta. Un valzer che ha portato al varo di una nuova giunta, proprio in questi giorni, incentrata sul triangolo Pd, Idv e Udc, la stessa maggioranza che dal 2010 governa in Regione. E intanto c’è chi fa gli affari suoi.

Indirizzo

Associazione Città attiva Corinaldo
Via Madonna del Piano 68
60013 | Corinaldo | Ancona
C.F. 92024820422
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